Stop alle aflatossine nel latte

Pubblicato 11/10/2017 17:39:37
Categorie Bovini

AFLATOSSINE NEL LATTE

Dopo un periodo abbastanza lungo di assenza di notizie riguardanti le aflatossine nel latte, ecco che, di nuovo, scatta l’allarme su come poter eliminare definitivamente il problema.
Fondamentali per la diffusione di questa sostanza cancerogena sono stati la recente siccità estiva e un insetto (la piralide) che ha invaso e bucato i chicchi di mais, favorendo la crescita dei funghi cancerogeni danneggiando il trinciato.

Quindi, il mais che viene coltivato in Italia, è maggiormente esposto all’attacco della piralide, sicuramente favorito dalle carenze idriche. Dunque si è incominciato a pensare ad una soluzione innovativa, ossia la coltivazione di mais “cisgenico”, una forma di transgenico che permette di inserire artificialmente nel DNA del seme solo organismi sani, immuni alle piralidi. Questa “difesa artificiale” è già stata adottata in tutto il mondo dove troviamo coltivazioni di mais oramai immuni alle piralidi.
Questo, potrebbe costringere sempre più gli allevatori Italiani, a comprare mais “cisgenico” oppure coltivato nelle regioni del Nord Europa ove il clima è maggiormente favorevole a questa tipologia di coltura.
Come già accennato in precedenza, quindi, la diffusione della piralide su larga scala non sarebbe di certo avvenuta senza la tragica crisi idrica estiva che ha lasciato letteralmente a secco molti bacini idrici, imponendo un utilizzo controllato dell’acqua. La soluzione potrebbe essere quella di approcciarsi alla cisgenesi, abbinata ad una diversificazione dei tipi di  mangime, anche se il mais rimane indubbiamente l’elemento principale nell’alimentazione della bovina.

Il mercato offre comunque prodotti utili a contrastare le contaminazioni da aflatossine, da aggiungere direttamente alla razione. 

Related products

Condividi questo argomento

PayPal